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Trading di azioni sulla Borsa italiana

Oggigiorno è possibile trattare azioni di tutto il mondo da una piattaforma di trading che proponga dei CFD e, di conseguenza, da casa vostra è anche possibile fare del trading sulla Borsa italiana. Per permettervi di efficacemente trattare grazie a questo tipo di trading, vi proponiamo qui di saperne di più a proposito della Borsa italiana, delle sue caratteristiche e dell’evoluzione storica del corso del suo indice borsistico principale nei dieci ultimi anni.

 

Storia e informazioni generali a proposito della Borsa italiana

La Borsa italiana è rappresentata dalla piazza borsistica di Milano chiamata Borsa Italiana S.p.A. Questa Borsa è molto recente essendo infatti stata creata nel 1997 in seguito alla fusione di diverse Borse italiane tra cui la Borsa di Roma.

Più recentemente, la Borsa italiana è stata acquistata dalla Borsa di Londra ma rimane situata in Italia in prossimità di piazza Duomo a Milano, a Palazzo Mezzanotte. È ancora a tutt’oggi una delle grandi piazze borsistiche della Zona Euro e dell’Unione Europea.

 

L’indice borsistico principale della Borsa italiana

Fino ad alcuni anni fa l’indice borsistico principale italiano era il S&P MIB ma nel 2009, in seguito all’acquisto della Borsa di Milano da parte della Borsa di Londra, il nome di tale indice è diventato FTSE MIB, ispirandosi al nome dell’indice borsistico britannico “FTSE” o “Footsie”.

L’FTSE MIB è un indice borsistico ponderato sulla capitalizzazione che tiene conto di 40 società italiane tra le meglio quotate in Borsa su scala nazionale. La varietà dei settori di attività rappresentati ne fanno un indice che rende conto dell’economia nazionale in maniera oggettiva.

 

Evoluzione storica della Borsa italiana e delle sue azioni

L’analisi tecnica storica dei grafici borsistici dell’indice della Borsa italiana, il FTSE MIB, a partire dalla sua prima quotazione sotto questo nome nel 2009, rende conto di una certa stabilità a lungo termine malgrado una forte volatilità a breve e medio termine.

L’indice ha da principio stagnato in prossimità dei 20.000 punti tra luglio 2009 e luglio 2011 passando a momenti al di sopra di questa resistenza ma finendo per crollare in direzione del suo minimo nei pressi dei 13.000 punti a luglio 2012. Ma a partire da questo periodo il titolo avvia una progressione rialzista stabile e costante che gli permette di riguadagnare il massimo a 23.877 punti ad aprile 2015.

Resta poi nei pressi di questo livello per alcuni mesi fino alla fine del 2015 e comincia poi una nuova tendenza al ribasso fino a novembre 2016, tendenza che sembra aver ormai ceduto il passo ad una nuova tendenza al rialzo.

 

Le migliori azioni della Borsa italiana

Se volete cominciare a trattare sul corso di azioni quotare sulla Borsa italiana, vi consigliamo di interessarvi in particolare alle società che hanno le capitalizzazioni più elevate. Vi risulterà infatti più facile trovare delle informazioni relative a tali aziende e i volumi scambiati sono in genere più grandi, il che permette di profittare di un’alta volatilità. Ecco la lista delle azioni della Borsa italiana più interessanti del momento:

  • Intesa Sanpaolo
  • Unicredit
  • Fiat Chrysler
  • ENI
  • Banco BPM
  • Enel
  • Generali
  • Telecom Italia
  • Saipem
  • Ferrari
  • Luxottica
  • Mediaset
  • Mediobanca
  • Moncler
  • UBI Banca
  • A2A
  • CNH Industrial
  • BPER Banca
  • Buzzi Unicem
  • Atlantia
  • Unipol
  • Terna
  • SNAM
  • Leonardo
  • Azimut
  • Yoox
  • Poste Italiane
  • Exor
  • Prysmian

Quasi tutte queste azioni di Borsa sono accessibili da una piattaforma di trading online di un broker di CFD. Potrete quindi trattare con un effetto leva sia al rialzo che al ribasso della loro quotazione e in diretta dai mercati finanziari.

Dove e come trattare delle azioni della Borsa italiana?

Per trattare tutte le grandi azioni della Borsa italiana così come il suo indice borsistico bastano pochi minuti per iscriversi ad una buona piattaforma di trading online e creare il proprio conto.

I CFD sono degli strumenti complessi che presentano un elevato rischio di perdita rapida di capitale a causa dell’effetto leva. Una percentuale di conti di clienti privati compresa tra il 74% e l’89% perde denaro in occasione della negoziazione di CFD. Per utilizzare questi strumenti è indispensabile essere certi di comprendere il funzionamento dei CFD e di potersi permettere di assumere l’elevato rischio di perdere il proprio denaro.