Secondo l‘edizione 2011 dell’Indice di Green Economy che Fondazione Impresa ha ampliato, portando gli indicatori da 9 a 21 e suddividendoli alla luce dei settori coinvolti nell’economia verde (energia, agricoltura biologica, imprese e prodotti, trasporti, edilizia, rifiuti e turismo sostenibile), le regioni più “green” d’Italia sono Trentino Alto Adige, Basilicata e Friuli Venezia Giulia, e a seguire Umbria, Veneto, Piemonte.
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Indice di Green Economy 2011
La green economy in Trentino Alto Adige 2010
Allo scopo di comprendere lo stato della Green Economy in Italia, Fondazione Impresa ha elaborato uno specifico Indice di Green Economy (IGE) quale acquis di conoscenze comuni fruibili dagli attori economici e politici di Green Economy. L’IGE definisce una graduatoria sullo stato dell’arte dell’economia verde in Italia sulla base di nove indicatori di performance che descrivono business prioritari (energia elettrica da fonti rinnovabili, agricoltura biologica), abitudini verdi (raccolta differenziata e smaltimento dei rifiuti), efficienza energetica (valore aggiunto prodotto/consumi totali di energia).
La raccolta differenziata nelle abitudini delle famiglie italiane, tra buone pratiche e accesso ai contenitori. In Veneto, Trentino Alto Adige e Lombardia famiglie virtuose
Secondo i dati forniti dall’ISTAT, tra il 2001 e il 2009 le famiglie italiane che hanno dichiarato di effettuare sempre la raccolta differenziata dei rifiuti sono cresciute. Nel 2009, le famiglie che hanno dichiarato di effettuare sempre la raccolta differenziata di carta sono state 70,6 su 100, di vetro 71,6, di contenitori di plastica 64,7, di rifiuti organici 61,9 e di lattine di alluminio 57,3. Carta e vetro sembrano essere i materiali maggiormente differenziati dalle famiglie italiane, contenuta è stata invece la crescita delle famiglie che hanno dichiarato di differenziare sempre la raccolta di farmaci e batterie usate (che sono rispettivamente 53,1 e 49,5 su 100, cioè solo 13,5 e 13 famiglie in più rispetto al 2001). Un fenomeno imputabile, questo, anche alla facilità – o meno – di accesso ai contenitori per la raccolta differenziata. Le famiglie che hanno dichiarato facilmente raggiungibili i contenitori per la raccolta dei farmaci e delle batterie usate nel 2009 sono infatti rispettivamente solo 39,2 e 31 su 100, 2,3 e 5,3 in più rispetto al 2001. I contenitori per la raccolta differenziata di farmaci e batterie usate andrebbero forse dislocati e segnalati meglio nelle città, favorendo, anche attraverso campagne di sensibilizzazione, la raccolta differenziata di questi rifiuti particolarmente inquinanti e nocivi per l’ambiente.

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