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COSME: dall’Europa 2,5 mld per sostenere la competitività delle PMI

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Incentivare competitività e internazionalizzazione delle piccole e medie imprese e promuovere una cultura imprenditoriale comunitaria: sono questi gli obiettivi di COSME (Competitiveness of Enterprises and SMEs), il nuovo programma della Commissione europea presentato a Bruxelles per il periodo 2014-2020. Lo strumento, che prevede uno stanziamento di 2,5 miliardi di euro, si rivolge a imprenditori, che beneficeranno di un accesso agevolato ai finanziamenti per le proprie imprese, istituzioni, che riceveranno una migliore assistenza nella loro attività di elaborazione e attuazione di riforme politiche efficaci, e cittadini dei diversi Stati membri.

Il futuro delle piccole e medie imprese in Europa

Le piccole e medie imprese europee sono in grado di fornire un apporto fondamentale al superamento della crisi, ma devono guardare oltre gli orizzonti dei mercati tradizionali ed espandersi in quelli emergenti per rilanciare la competitività e l’occupazione nel Vecchio Continente: con questi propositi il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, ha presentato la nuova comunicazione dell’esecutivo comunitario “Piccole imprese, grande mondo – un nuovo partenariato per aiutare le SME a cogliere le opportunità globali”, dedicata all’internazionalizzazione delle PMI.

I tempi di pagamento nelle piccole imprese – indagine 2011

SME FR

I ritardi di pagamento danneggiano le piccole imprese: a Nord Ovest e al Sud i tempi più lunghi. Sono 4 i mesi che la Pubblica Amministrazione impiega per pagare le piccole imprese. Questi i risultati dell’indagine condotta nel 2011 da Fondazione Impresa su un campione di 1.200 imprese con meno di 20 addetti. La piaga dei ritardi di pagamento va affrontata con decisione – sostengono i ricercatori di Fondazione Impresa – perché danneggia le piccole imprese che soffrono di problemi di liquidità. L’invito del vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani ad anticipare dal 2013 al 2012 il recepimento della direttiva 2011/7/UE sulla lotta ai ritardi di pagamento sta per essere raccolto dall’Italia, maglia nera in Europa per i ritardi di pagamento. Infatti, lo Statuto delle imprese, ora in esame al Senato, prevede che il Governo faccia proprie le indicazioni dell’Unione Europea entro un anno dalla sua entrata in vigore. Nello specifico, la Pubblica Amministrazione dovrà pagare le imprese entro 30 giorni e in caso di ritardato pagamento sarà previsto un sistema di diffide e di sanzioni. Si auspica che l’iter di allineamento ai tempi di pagamento indicati dalla direttiva europea trovi presto attuazione in Italia in quanto – come sostengono i ricercatori di Fondazione Impresa – sono 120 i giorni che le piccole imprese italiane devono aspettare per essere pagate dalla Pubblica Amministrazione con conseguenze negative sulla liquidità aziendale; si pensi che talvolta le piccole imprese sono costrette ad indebitarsi per pagare i propri dipendenti, i fornitori e le tasse, con la sola conseguenza di aumentare i costi e di diminuire la performance aziendale.        

Le PMI rimangono la spina dorsale dell’economia UE

Nella settimana europea delle piccole e medie imprese, la Commissione ha reso pubblico il report “Le PMI stanno uscendo dalla crisi?”, funzionale alla comprensione dell’attuale situazione della piccola e media impresa in Europa, nonché degli obiettivi di sviluppo futuri. Le schede contenute nel rapporto fanno parte dello SME Performance Review, lo strumento per monitorare e valutare, sulla base di 62 indicatori statistici, l’attuazione dello Small Business Act negli stati membri.