“Ciò che il Sud produce, il Nord trasforma, commercializza e consuma. È questa la caratteristica del biologico in Italia, dove il 62,7% dei produttori è ubicato al Sud e il 48,2% dei preparatori al Nord (dove è concentrato inoltre il 53,2% dei punti vendita biologici e il 71,8% dei consumi domestici di prodotti biologici confezionati). Nonostante lo storico squilibrio tra luoghi di produzione e luoghi di consumo, il comparto del biologico – sostengono i ricercatori di Fondazione Impresa – ha comunque retto alla crisi. Nel 2009, l’Italia ha infatti guadagnato la quarta posizione nella graduatoria europea dei fatturati da vendita di prodotti biologici. Ciò nonostante – proseguono i ricercatori di Fondazione Impresa – il settore del biologico è ancora fragile e necessita di vivere una fase di maggiore consolidamento: i record negativi e positivi di Basilicata e Sardegna (tra il 2009 e il 2010 la prima ha perso quasi il 60% dei propri operatori biologici e la seconda ne ha guadagnato quasi il 50%) inducono a pensare che i buoni risultati siano ancora troppo legati alla presenza o meno di un sostegno finanziario diretto. I finanziamenti vanno e vengono, ma gli operatori e le superfici coltivate dovrebbero quantomeno restare e possibilmente crescere”.

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