Archivio di: ‘Piccola Impresa’

Tempi pagamento: più di 100 giorni d’attesa per le piccole imprese

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“Sono più di 100 i giorni che la Pubblica Amministrazione ha impiegato mediamente nel I semestre 2012 per pagare le piccole imprese italiane. Questi i risultati che emergono dall’Indagine sui Tempi di Pagamento effettuata da Fondazione Impresa su un campione di 1.200 piccole aziende italiane con meno di 20 addetti. Si tratta di tempistiche che – come sostengono i ricercatori di Fondazione Impresa – mettono in crisi le piccole realtà aziendali; con l’acuirsi della crisi economica queste stanno soffrendo sempre di più, specie per la mancanza di liquidità. Le piccole imprese cercano di reagire attuando politiche e strategie per anticipare gli incassi (il 35% di queste ha adottato misure in questa direzione) e stanno sfruttando, almeno in parte, le azioni messe in campo dal Governo per contrastare la lotta ai pagamenti che riguardano la certificazione dei crediti vantati con la Pubblica Amministrazione e la compensazione dei crediti con debiti: quasi 1 impresa su 4 (il 22,7%) si è informata sulla questione o ha già avviato le pratiche. I tempi di pagamento sono comunque in miglioramento

Credit crunch: soffrono le piccole imprese

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“L’indagine realizzata da Fondazione Impresa evidenzia che quasi una piccola impresa su due (il 43,3%) ha incontrato difficoltà nell’accesso al credito. Al Nord le piccole imprese hanno riscontrato maggiori difficoltà rispetto al Centro e al Mezzogiorno. Dai risultati emerge, inoltre, che nella maggioranza dei casi (57,1%) le piccole imprese richiedono credito per superare la fase di crisi e gestire la mancanza di liquidità. Le piccole imprese – secondo i ricercatori di Fondazione Impresa – necessitano di credito per gestire le operazioni quotidiane come il pagamento dei propri dipendenti, dei fornitori, delle imposte e il fenomeno del credit crunch è preoccupante perché rischia di minare la loro sopravvivenza. Nel Nord si registra una maggiore propensione a richiedere finanziamenti per investimenti rispetto alla media nazionale ed è singolare il caso del Nord Est dove si registra la maggior propensione al ricorso al credito per investimenti (38,7%) e, di converso, le più elevate difficoltà ad ottenere credito (48,2% vs il 43,3% della media nazionale). Questo aspetto limita – per i ricercatori di Fondazione Impresa – le prospettive di crescita e si auspica che il fenomeno del credit crunch venga mitigato con azioni a sostegno delle piccole imprese, il vero motore dell’economia reale del paese. I decreti ministeriali emanati per accelerare i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni rappresentano comunque un primo passo per garantire liquidità alle piccole imprese e migliorare l’accesso al credito”.

6 su 10 nuovi giovani assunti nelle piccole imprese

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Nell’ultimo anno le imprese fino a 15 addetti hanno assunto il 59,2% dei giovani occupati nel periodo. Questo il principale risultato elaborato da Fondazione Impresa, secondo cui sono 274 mila i giovani un anno fa disoccupati che risultano invece impiegati nelle piccole imprese al IV trimestre 2011. Questi dati – secondo i ricercatori di Fondazione impresa – confermano l’importanza del ruolo giocato delle piccole imprese nell’economia italiana e il loro contributo alla creazione di posti di lavoro, specie in un momento di crisi come quello attuale dove il tasso di disoccupazione ha raggiunto in Italia quasi la soglia del 10% (9,8% a marzo 2012). I nuovi giovani assunti dalle piccole imprese (fino a 15 addetti) si concentrano soprattutto nel Mezzogiorno (122 mila) e nel Nord d’Italia (100 mila). Le microimprese (meno di 10 addetti) hanno assunto addirittura 218 mila giovani, assorbendo quasi la metà del totale dei nuovi giovani assunti (il 47,1%). Il confronto con la grande impresa è nettamente a favore della piccola impresa; infatti, appena il 19,2% dei giovani che ha trovato lavoro nell’ultimo anno si è inserito in aziende a più grande dimensione (da 50 addetti in su) e nel caso delle grandi imprese (250 addetti e più) appena il 5,5%. La spinta dei giovani nella piccola impresa è suffragata anche dalla più elevata incidenza delle nuove assunzioni di giovani rispetto al totale dei giovani occupati: il 10,9% nelle imprese fino a 15 addetti contro appena il 5,5% delle grandi aziende. Inoltre le piccolissime imprese si dimostrano attente all’occupazione femminile: l’incidenza delle assunzioni di donne giovani è superiore nel caso della piccola impresa (47,6% rispetto al 45,3% medio). Si auspica, tra l’altro, che la legge sull’apprendistato trovi piena applicazione in modo da favorire ancor più l’inserimento dei giovani nelle piccole imprese che hanno dimostrato di credere nei nuovi talenti anche in tempo di crisi.

Risultati del IV Osservatorio Congiunturale sulla piccola impresa in Italia

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Anche per le piccole imprese è arrivata la recessione, risultati in flessione, tiene l’export. La crisi si fa sentire ma le piccole imprese del Nord e dei Servizi resistono. Nel secondo semestre del 2011 le piccole imprese italiane con meno di 20 addetti hanno subito una flessione dei loro fondamentali economici. Produzione/domanda e fatturato sono scesi dello 0,3% rispetto al semestre precedente e l’occupazione dello 0,4%. Il quadro di riferimento è sostanzialmente negativo in tutti i settori e gli ambiti territoriali di riferimento ma le piccole imprese dei servizi e quelle del Nord Italia evidenziano una sostanziale tenuta. Arrancano invece le realtà del Centro-Sud, il comparto manifatturiero (soprattutto l’artigianato che riscontra un calo della produzione pari allo 0,9%) e il commercio che aveva fatto registrare dinamiche negative anche negli scorsi semestri.