Le piccole imprese venete sono ritornate nel pieno della recessione e il 77,4% di quelle intervistate da Fondazione Impresa dichiara di non essere uscita dalla crisi. Si tratta di una quota molto più elevata rispetto a quanto rilevato nel II semestre del 2011, quando le piccole imprese venete in crisi erano meno del 65%. Le piccole imprese venete soffrono comunque di meno rispetto a quanto si rileva per il Nord Est dove più di 8 piccole imprese su 10 (l’82,0%) stanno vivendo la crisi. Come emerge da questa indagine – commentano i ricercatori di Fondazione Impresa – la crisi sta colpendo duramente anche le aree più dinamiche e tale risultato si evince dalle difficoltà che stanno riscontrando le piccole imprese venete in tutti i principali settori economici. Considerando la crisi come un tunnel lungo 100 metri, le piccole imprese venete si ritrovano al metro 70,2 e retrocedono di 1,8 m rispetto a quanto registrato nel II sem del 2011. La magra consolazione – rimarcano i ricercatori di Fondazione Impresa – riguarda la performance meno negativa registrata dalle imprese venete rispetto alle altre realtà territoriali; infatti, nel tunnel della crisi sono più avanti i piccoli imprenditori veneti (70,2m) che si posizionano meglio del Nord Est (69,8m) ma soprattutto delle altre aree geografiche: le piccole imprese del Nord Ovest sono al metro 66,7 mentre nel Centro e nel Sud Italia non viene superata la soglia dei 60m. Nonostante le principali variabili economiche risultino in flessione le esportazioni delle piccole imprese venete e del Nord Est continueranno a crescere nella seconda parte del 2012 (+2,0% e +1,2% rispetto al I sem 2012); i mercati internazionali – richiamano i ricercatori di Fondazione Impresa – rappresentano attualmente l’unica valvola di sfogo per le piccole imprese venete e nordestine che con il loro contributo stanno limitando i danni di un anno di recessione. E alla crisi si aggiungono altre criticità: i tempi di pagamento sono ancora troppo elevati (in media 106,7 con la Pubblica Amministrazione e 85,6 con i privati). Il recepimento della Direttiva Europea sui pagamenti da parte dell’Italia prevede che dal 1° gennaio 2013 le imprese vengano saldate entro 30 gg o al massimo 60 gg; si tratta – per i ricercatori di Fondazione Impresa – di una boccata d’ossigeno per le piccole imprese anche se i tempi di pagamento sui crediti pregressi rimangono elevati.