Le energie rinnovabili nel mezzogiorno 2012

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Sono Puglia, Campania e Sicilia a detenere il primato delle rinnovabili italiane. Lo rivela lo studio “Energie Rinnovabili e Territorio” pubblicato da Srm (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno) e Svimez, presentato recentemente allo scopo di chiarire le dinamiche e le opportunità di sviluppo del Centro e Sud Italia. L’alto potenziale rinnovabile riscontrato nel sud della penisola, in particolare incentrato sullo sfruttamento di eolico, solare, biomasse e biogas, ha portato alla crescita del numero delle istallazioni, dove al momento è presente il 62% della potenza nazionale installata.

Attualmente la quota di energia rinnovabile sul consumo per regione è del 14,3% in Campania, del 18,1% in Puglia, del 30,2% in Basilicata, del 36,9% in Calabria, del 10,5% in Sicilia. Come è risaputo, le specifiche aree della green economy interessate dalle energie alternative contribuiscono in modo significativo anche alla creazione di nuovi posti di lavoro: alcune stime contenute nel rapporto mostrano circa 100mila addetti al settore in Italia, di cui 25mila nelle biomasse, 10mila nell’eolico, poco meno di 6mila nel fotovoltaico. Secondo le previsioni della Commissione Europea, il settore ha ampi margini di crescita e il potenziale occupazionale potrebbe raggiungere i 210mila addetti da qui al 2020.

Il 98% dell’energia eolica prodotta in Italia proviene dal Mezzogiorno. Foggia è la prima provincia italiana per produzione, mentre a livello regionale l’energia viene prodotta per il 26% in Puglia, 22% in Sicilia, 18% in Campania. A livello occupazionale i numeri sono elevati: le stime prevedono un’occupazione totale al 2020 di circa 47mila unità, tra diretti, oltre 13.200, e indiretti, poco meno di 33.700.

In Italia si contano invece 178mila impianti solari, di cui 43.366 sono al Sud.  Di questi 9.284 in Sicilia (pari al 21,4% di quelli meridionali), 10.973 in Puglia (25,3%), 4.539 in Campania (10,5%), 4.114 in Calabria (9,5%), più di 1.814 in Basilicata (4,2%), 8.323 in Sardegna (19,2%), 604 in Molise (pari all’1,4%), 3.715 in Abruzzo (pari all’8,6%). Nel complesso la potenza installata nelle regioni del sud è superiore al 35% del totale nazionale.

Per ciò che concerne le biomasse, siano esse solide, liquide o biogas, sul totale di circa 670 impianti in Italia, 97 sono nel Mezzogiorno, la maggior parte dei quali in Puglia per una potenza istallata totale che rappresenta il 32% della potenza italiana.

Anche le risorse finanziarie sono ingenti, come quelle comunitarie previste per le energie pulite dal POIN-Energia 2007-2013, con fondi per le rinnovabili nel Mezzogiorno di circa 780 milioni di euro. Secondo il documento, sono però diversi i punti da migliorare per uno sviluppo delle energie verdi, come la definizione di un piano puntuale di sviluppo energetico di medio-lungo periodo, l’individuazione di una strategia sui sistemi di incentivazione volta a dare una maggiore certezza sui fondi disponibili e la semplificazione delle procedure amministrative per poter operare nel settore.

 

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