Cambiamenti climatici: vicini al punto di non ritorno?

Factory stacks pouring smoke into the sky across a quiet water surface

A pochi giorni dal Summit Mondiale sullo sviluppo sostenibile Rio+20, un ennesimo campanello di allarme si accende dai risultati delle ricerche di 18 scienziati appartenenti a 3 diversi continenti, riducendo in maniera drastica i tempi d’azione dei governi contro le alterazioni del clima. L’innalzamento della temperatura globale potrebbe presto raggiungere il punto di non ritorno, ovvero i cambiamenti climatici in atto diventeranno irreversibili entro la fine del secolo. Il gruppo di ricercatori, il cui articolo è stato pubblicato nella rivista Nature Climate Change, ha collegato la causa del fenomeno all’eccessivo consumo di combustibili fossili e all’alto tasso di crescita della popolazione mondiale.

Secondo il team sarebbe arrivato il momento, per governi e organismi istituzionali, di scegliere se impegnarsi realmente affinché le cose cambino o lasciare che tutto segua il proprio corso danneggiando gli equilibri del Pianeta. Al centro dei maggiori timori espressi dai ricercatori, l’effetto dell’incremento demografico e della temperatura terrestre: si passerà dagli attuali 7 miliardi di abitanti ai 9,3 del 2059, mentre per quanto riguarda il riscaldamento globale l’aumento sarà di circa 2 gradi. Tra le figure autorevoli impegnate, paleontologi, geologi, biologi ed ecologi, preoccupati dal repentino mutamento degli equilibri del periodo postglaciale. L’era glaciale durò circa 100.000 anni, mentre l’attuale sembra essere entrata in crisi dopo appena 1.000.

L’aumento della popolazione è direttamente proporzionale al consumo di risorse e di energia, e la trasformazione e l’elaborazione del paesaggio alterano le condizioni oceaniche, del clima e della terra, che a sua volta minaccia la sopravvivenza della biodiversità esistente. Le problematiche correlate riguardano altresì la perdita di produttività dei terreni agricoli, la ridotta capacità di stoccaggio della CO2 e l’impoverimento delle riserve ittiche. A soffrire delle conseguenze del climate change non saranno solo le aree direttamente interessate dai fenomeni sopradescritti: gli effetti dell’innalzamento della temperatura saranno infatti visibili anche lontano dai luoghi di origine.

Al fine di alleviare i potenziali impatti, l’articolo propone l’adozione di una serie di misure, tra le quali vengono citate la riduzione del tasso di crescita della popolazione e il consumo di risorse associato al fenomeno, la sostituzione del consumo di energia fossile mediante l’aumento della produzione da fonti rinnovabili, l’incremento dell’efficienza della produzione alimentare e il miglioramento della gestione delle coltivazioni.

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