Energie rinnovabili: nel 2030 benefici netti per 79 miliardi di euro

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Si è tenuto lo scorso 23 maggio a Milano l’incontro sul tema “Rinnovabili – l’energia che cambia”, organizzato da APER (Associazione Produttori di Energie Rinnovabili). Per l’occasione è stato presentato il nuovo studio OIR-AGICI, contenente le prospettive sui costi e benefici relativi alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili al 2030. I risultati evidenziano impatti positivi significativi sul Paese (con particolare riferimento al quadriennio 2008 – 2011) e stimolano riflessioni sulle politiche energetiche complessive, fungendo da impulso per istituzioni e operatori del settore.

All’interno del documento, i fattori positivi sono stati quantificati in termini di Emissioni di CO2, Mancato import di fonti fossili, Costo-opportunità delle importazioni, Nuova occupazione, Appiattimento della curva di domanda, Export netto, Royalties e IMU. Specularmente, i costi sono rappresentati da Incentivi, Consumo di biomasse e Import netto delle componenti.

Gli oneri stimati (ipotesi di proseguimento del PAN – piano di azione nazionale) ammontano a 45 miliardi di euro, a fronte di 124 miliardi di benefici, con un differenziale positivo di 79 miliardi di euro. Significativi, in particolare, i vantaggi in termini di crescita dell’occupazione, con 130.000 addetti in più nel 2020 rispetto al 2011. A livello di filiera i risultati migliori si otterranno con il fotovoltaico, i cui 17,3 GW installati produrranno un saldo costi/benefici di 55.410 miliardi di euro.

Secondo il dossier, inoltre, grazie alle rinnovabili elettriche aumenteranno notevolmente anche le esportazioni (+ 3 miliardi di euro l’anno), mentre calerà la dipendenza energetica del Paese dall’importazione di combustibili fossili, con un taglio del fabbisogno di gas naturale stimato tra il 15 e il 20%. La riduzione di emissioni di CO2 in atmosfera è invece quantificata in 30 milioni di tonnellate l’anno.

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