Nell’ambito dell’iter di approvazione della riforma delle normative internazionali sul credito (Basilea 3), lo scorso 14 maggio la Commissione Affari economici e finanziari presso l’Europarlamento, in sede di discussione della direttiva “Capital Requirement Directive”, ha accolto l’emendamento promosso nei mesi scorsi da ABI e Banca Etica, riguardante l’introduzione del “Pmi supporting factor“: una misura che può contribuire ad alleviare il credit crunch, sotto forma di fattore di sconto per l’accesso al credito rivolto alle piccole e medie imprese.
L’accordo di Basilea 3 prevede l’innalzamento del capitale che le banche devono detenere, che passa dall’8 al 10.5% del patrimonio, per aumentare la stabilità del sistema bancario e la sua capacità di assorbire le perdite. A questo intervento conseguirà, in via più che probabile, un aumento del costo medio dei finanziamenti alle imprese e a una probabile stretta sui prestiti: la proposta è di introdurre un fattore moltiplicativo da applicare nel calcolo del rwa (rischiosità degli investimenti ponderata) delle banche, il PMI supporting factor. Quest’ultimo rappresenta un moltiplicatore dello 0,7619 da applicare a valle del risk weighted asset e che permette alle PMI di beneficiare di una ponderazione pari al 8% anziché al 10,5%, come vorrebbe la nuova versione della normativa Basilea 3.
Secondo le stime del Comitato di Basilea e del FMI, nel breve periodo le maggiori restrizioni previste dalla nuova normativa potrebbero avere un impatto negativo sulla crescita economica. Inoltre, in molti concordano sul fatto che ad essere maggiormente penalizzate saranno proprio le aziende di minori dimensioni, tendenzialmente più dipendenti dal credito bancario e con una struttura patrimoniale più fragile. A subire quindi i maggiori effetti negativi di Basilea 3 sulla crescita saranno soprattutto i paesi europei caratterizzati da una forte presenza di PMI (Italia in primis). Il PMI supporting factor avrebbe pertanto lo scopo di alleviare questi effetti, riducendo la quantità di capitale che le banche devono accantonare per i crediti erogati alle piccole imprese.

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