L’indice di sensibilità ambientale degli Italiani si attesta a quota 67%, in leggera flessione rispetto al 2008, ma comunque a livelli più che accettabili. E’ quanto emerge dal settimo Rapporto MOPAmbiente (Monitoraggio Orientamenti e Politiche per l’Ambiente in Italia), che ha lo scopo di favorire la comunicazione ambientale tra istituzioni, imprese e cittadini. Il progetto è stato avviato nel 2003 da RISL (Relazioni Istituzionali e Studi Legislativi), con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. L’indice di sensibilità ambientale sintetizza le risposte raccolte relative a quattro specifiche domande: Quanto frequentemente parla di ambiente e di ciò che può danneggiarlo con amici e colleghi? Quanto di frequente legge articoli o guarda programmi/servizi con argomento tematiche ambientali? Quanto ritiene di essere attento verso l’ambiente? Quanto ogni singola persona può contribuire con il proprio comportamento a ridurre l’inquinamento ambientale?
Analizzando la serie storica dei risultati dell’indagine dell’istituto RISL, si scopre come è tra il 2007 e il 2008 che le tematiche ambientali vivono il loro momento migliore, mentre nel periodo dal 2005 al 2008 l’incremento è pressoché stabile. Dal 2008 in poi, con l’inizio della crisi e, fino al 2012, l’andamento è invece discendente, quasi a sostenere che la crisi economica e le difficoltà finanziarie di imprese e famiglie non lascino spazio agli argomenti “green” o comunque legati alle politiche ambientali. Naturalmente il ruolo della politica in questo contesto segue un andamento similare a quello dei cittadini: dal 68% del 2003 passiamo al 57% di oggi, dove l’ambiente lascia il posto a tematiche più pressanti di cui, secondo gli intervistati, le istituzioni italiane dovrebbero occuparsi.
Con riguardo al peculiare comportamento dei singoli emerge che l’uso della borsa della spesa è cresciuto del 22% (derivante in gran parte dall’obbligo di non utilizzare sacchetti di plastica). Anche quando si parla di riciclaggio la percentuale sale: dal 2009 ad oggi il 12% in più dei cittadini riutilizza e ricicla i materiali, grazie anche allo sviluppo dei servizi di raccolta e alla coattività di alcuni sistemi di raccolta differenziata. In linea generale l’impegno verso la tutela dell’ambiente, ancora oggi, emerge nel momento in cui viene imposto dalle leggi e, comunque, poco dipende dalle azioni del singolo.
Dal punto di vista socio-demografico, i giovani sono la categoria più attenta all’informazione, mentre le donne si attribuiscono una maggiore responsabilità individuale nel contrasto all’inquinamento. Anche i più comuni comportamenti virtuosi – risparmio di acqua ed energia, riciclo, riduzione dell’impatto ambientale delle singole azioni quotidiane – sono percentualmente in aumento.
Risultano infine crescenti le aspettative nei confronti del sistema imprese, alle quali i cittadini chiedono prodotti sicuri e sani, equità nel trattamento dei collaboratori, nonchè il rispetto delle leggi in materia di ambiente.

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