Pubblicato dall’Ufficio Studi di Intesa Sanpaolo il nuovo report con le indicazioni sulle aspettative da parte degli analisti per l’economia nel secondo semestre 2012 che, salvo le consuete cautele da mantenere sulle indicazioni fornite, dovrebbe iniziare a riprendere vigore. Mercati, macroeconomia, valute e indebitamento le aree analizzate.
Per quanto riguarda il mercato monetario, i tassi della BCE dovrebbero rimanere sotto controllo portando ad una redditività contenuta nonostante nel caso dell’Italia gli spread continuano a mantenersi elevati. Tale andamento dovrebbe ripercuotersi sui titoli di stato governativi portando a rendimenti bassi per paesi solidi come Stati Uniti e Germania e a rendimenti più elevati per l’Italia a causa della ben nota situazione politico-economica che caratterizza il nostro Paese. Dal punto di vista delle aziende, il lato obbligazionario ne risulta favorito grazie alla vasta disponibilità di liquidità in circolazione. Anche il lato azionario a medio termine sembra favorevole grazie ad un contesto globale che si prevede in crescita insieme ai profitti. Gli analisti di Intesa segnalano una possibile correzione nell’andamento dei mercati a breve termine dovuta ai rialzi di inizio anno, tuttavia occorre tener presente che per l’azienda questa attesa dovrebbe rispecchiare una tendenza di ottimismo generale verso i mesi a venire.
Dal punto di vista macroeconomico, le politiche monetarie dovrebbero continuare ad assestarsi su tassi di interesse molto bassi e ampia disponibilità di liquidità con particolare riferimento alla Federal Reserve che potrebbe intervenire ulteriormente per stimolare la crescita statunitense. In Europa, invece, si prevede che la Banca Centrale Europea, prima di intervenire, aspetti l’evolversi delle misure straordinarie messe a punto nei mesi scorsi. L’inflazione nel primo trimestre è aumentata per via dell’incremento del costo delle materie prime e non ci si attendono grosse variazioni per i prossimi tre mesi. A far da contraltare al rischio inflazionistico, tuttavia, continuano ad essere presenti un eccesso di capacità produttiva e un mercato del lavoro sostanzialmente stabile.
Infine, per quanto riguarda valute e indebitamento, salvo sbandate inattese dell’economia, il cambio euro/dollaro dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile mentre una certa diminuzione si potrebbe avere sui tassi Euribor e Eurirs portando ad una scelta di tassi variabili per gli indebitamenti a breve termine mentre tassi fissi per gli indebitamenti a medio-lungo termine (oltre i 10 anni).

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