Continua il recupero di competitività dei distretti nazionali grazie all’aumento delle esportazioni. Questo è ciò che emerge dal monitor dei Distretti elaborato dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. La fine dell’esercizio ha visto una crescita dell’export dell’8,2%, in tendenziale diminuzione ma comunque positivo e in grado di annullare quasi completamente il gap rispetto ai ritmi pre-crisi.
A livello regionale, i motori della crescita si confermano Lombardia e Piemonte con aumenti tra l’11% e il 14% con l’exploit dell’Umbria (+25%) grazie all’olio d’oliva e all’abbigliamento (tessile e maglieria). In terreno positivo anche Toscana e Veneto con crescite di poco inferiori al 10%. Discorso a parte, dev’essere fatto per le regioni del Sud Italia: nonostante aumenti significativi nei settori dei pastifici, dell’agro-alimentare e calzaturiero, i risultati sono diffusamente negativi con un picco Campano (-2%).
A livello nazionale, ad ogni modo, si vedono segnali positivi confermati dalla crescita tendenzialmente superiore rispetto ai cugini tedeschi (8,2% contro 7,5%). I principali settori vincenti sono il metalmeccanico (meccanica strumentale di Vicenza, metallifero di Brescia, termo meccanica veronese, metalmeccanica di Lecco e food machinery di Parma) e il manifatturiero (pelletterie e calzature di Firenze e Arezzo, tessile a Biella, maglieria e abbigliamento di Carpi, calzature di Fermo e Riviera del Brenta). Settore che continua a restare critico è quello del sistema casa a causa delle difficoltà congiunturali.
Le principali destinazioni di esportazione hanno cominciato a spostarsi verso nuovi mercati. Germania e Francia non sono più così affidabili e fecondi (anche se rimangono i principali canali dell’export) e, pertanto, le imprese distrettuali italiane hanno cominciato a sfruttare le leve dell’internazionalizzazionerivolgendosi a mercati ad alto potenziale come Russia (+14,8%), Romania (+21,4%), Corea del Sud (+33,8%), Brasile (+29,7%), Arabia Saudita (+23,2%) e Algeria (+41,6%).
In Germania esportano i distretti del metalmeccanico (Brescia e Lecco), il tessile-abbigliamento (Prato, Empoli) e l’agro-alimentare (vini piemontesi e veronesi in primis); in Francia ha registrato un ottima crescita la pelletteria e calzature di Firenze, Arezzo e Fermo mentre negli Stati Uniti continua a crescere l’export del distretto sistema casa (piastrelle di Sassuolo, rubinetteria e valvole di Cusio-Valesia, cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano).
In prospettiva per il 2012, vista la situazione congiunturale non ancora positiva, si prevede che continuerà lo stato di tensione tra le aziende meno innovative e propense all’export. Sarà , pertanto, necessario sfruttare competitività , flessibilità produttiva e commerciale al fine di accedere ai nuovi mercati che presentano tassi di crescita più elevati rispetto ai paesi tradizionali.
(30 marzo 2012)

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