Il contesto dell’innovazione e della ricerca in Italia

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Il Rapporto “I percorsi dell’innovazione nelle regioni italiane”, a cura dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione in collaborazione con MET, analizza l’evoluzione storica e la posizione attuale del Paese Italia nel campo dell’innovazione e della ricerca e sviluppo. L’indagine si basa su un campione di 47.000 interviste ad imprese di tutte le classi dimensionali, raccolte tra il 2008 e il 2009.

Lo studio evidenzia come il 19,8% delle imprese abbia introdotto almeno una forma di innovazione tra il 2008 e il 2009. Distinguendo a livello dimensionale, il 18% delle imprese con 1-9 addetti (microimprese) ha fatto ricorso ad almeno una forma di innovazione, mentre per le imprese con 10-49 addetti (piccolo imprese) tale percentuale è del 26,4%. Appare chiaro come passando a soggetti di maggiori dimensioni, tipicamente in grado di investire maggiori risorse, si abbiano percentuali in crescita di imprese innovative: si va dal 40,6% di imprese appartenenti alla classe dimensionale 50-249 al 54,5% delle imprese con oltre 250 addetti.

L’analisi delle caratteristiche e della diffusione delle attività R&S evidenzia invece come il sistema italiano relativo all’innovazione non consideri l’attività di ricerca come la propria fonte principale di rinnovamento. Nel dettaglio, la percentuale di imprese che svolge attività di R&S nel 2009 è risultata pari al 5,8%, mentre si era attestata al 9,2% nel 2008. A livello regionale si registrano delle percentuali superiori alla media nazionale in Piemonte (11,0%), Emilia-Romagna (7,4%), Marche (8,9%) e Campania (8,3%). In linea con la media nazionale troviamo la Lombardia ed il Veneto, mentre risultano sensibilmente inferiori le percentuali in Toscana (3,6%), Puglia e Basilicata dove le imprese che fanno ricerca sono circa il 2% del totale.

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 17 gennaio 2012

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