Con risoluzione del 13 ottobre 2011, il Parlamento europeo ha risposto al Libro verde della Commissione europea sul futuro dell’Iva, pubblicato a dicembre 2010. Il documento costituirà la base per la strategia europea attesa per la fine dell’anno e vede come principi ispiratori la lotta alle frodi fiscali e la semplificazione delle infrastrutture: non deve più accadere che gli imprenditori europei preferiscano fare affari con paesi non Ue che hanno un regime Iva più semplice e lascivo.
Di seguito si descrivono i principali elementi di intervento ideati e approvati da Strasburgo:
- Innanzitutto, la risoluzione appena approvata prevede maggiori entrate ma anche più incentivi per le imprese. Il fine è quello di raggiungere un equilibrio ideale a garantire il mantenimento del gettito Iva ai livelli necessari e, contemporaneamente, assicurarsi che tale gettito non sia troppo elevato da incidere sulla marginalità delle imprese. In questo frangente il punto centrale riguarda l’economia sommersa e la lotta contro la frode (che costa attualmente all’Ue 100 miliardi di euro in entrate mancate). A questo si aggiunge la volontà degli eurodeputati di ridurre le formalità burocratiche legate alla riscossione dell’imposta, aumentandone l’efficienza e semplificandone l’iter, grazie anche a un sistema di perseguimento transfrontaliero portato avanti dagli stati membri.
- Per quanto riguarda il settore del volontariato, La risoluzione suggerisce l’implementazione di un meccanismo che consenta agli stati membri di introdurre un’esenzione Iva generale per tutte o per la maggior parte delle attività svolte da organizzazioni non profit, con particolare riferimento alle Organizzazioni non governative (Ong) di dimensioni più piccole. Sul fronte delle piccole e medie imprese (pmi), gli eurodeputati hanno richiesto alla Commissione e agli stati membri di considerare per loro l’introduzione a livello europeo di una soglia di esenzione Iva, al fine di ridurre i costi, in termini finanziari e di risorse, legati alla burocrazia e all’accesso al mercato interno.
- La strategia verde in materia di imposta sul valore aggiunto prevede invece aliquote ridotte sui prodotti eco-compatibili per renderli competitivi rispetto a quelli non-ecologici, caratterizzati da costi di produzione significativamente inferiori.

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