Presentato il Rapporto annuale ISTAT sulla situazione del paese: 25 pagine per delineare lo scenario attuale in termini di economia e mercato del lavoro, ricercando i percorsi e le modalità di uscita dalla crisi. L’Italia ha sofferto molto per quanto riguarda produzione e occupazione (soprattutto giovani e donne), anche se è riuscita a limitare i danni grazie a un sistema economico-industriale forte e flessibile.
l tentativo di superare la crisi ha portato a un rinnovamento tecnologico e organizzativo e la metà delle imprese esportatrici ha già recuperato i livelli di fatturato sui mercati esteri. Le piccole e medie imprese esportatrici hanno reagito meglio rispetto alle grandi, mostrando capacità di adattamento e riposizionandosi sui mercati internazionali sia durante la recessione sia nella ripresa. Nel secondo semestre del 2010 il recupero dell’export, rispetto ai livelli del primo semestre del 2008, è stato più intenso nelle aziende di minori dimensioni: le microimprese mostrano un recupero completo, le piccole un livello di export pari al 94,2% di quello pre-crisi, le medie un livello del 90,9% e le grandi hanno recuperato l’87,4%.
Il fattore produttività del lavoro è invece bloccato ai livelli del 2000: il tasso di crescita dell’economia italiana risulta insoddisfacente e i segnali di recupero congiunturale dei livelli di attività e della domanda di lavoro non sembrano sufficientemente forti e diffusi per intervenire sulla notevole disoccupazione, rilanciando redditi e consumi.
Per quanto riguarda gli obiettivi Europa 2020 (tra i quali anche l’attuazione della direttiva 28/2009/CE), la vulnerabilità e i ritardi del sistema Italia rallentano il recupero e la realizzazione della strategia. E’ necessario fornire un maggiore sostegno alle imprese in modo da individuare i mercati esteri maggiormente dinamici, per poi definire le modalità di entrata e internazionalizzazione opportune.

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