Greenpeace: la classifica delle aziende più green del mondo hi-tech

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Greenpeace ha recentemente stilato la classifica 2011 delle grandi aziende ICT più ecologiche. Sono presenti alcuni cambiamenti rispetto alle precedenti edizioni: primo fra tutti sono stati i nuovi criteri di valutazione impiegati. L’analisi è stata svolta su tre macroaree: energia, prodotti più “verdi”, sostenibilità ambientale dei prodotti.  Ogni macroarea è stata a sua volta suddivisa in diverse classi: impegno a favore dell’energia pulita, efficienza energetica dei prodotti, scelta di evitare sostanze pericolose, utilizzo di materiali riciclati. In generale il rapporto annuale presentato dall’associazione valuta i criteri di sostenibilità con i quali le aziende tecnologiche producono, vendono e smaltiscono i propri prodotti.

RAEE: nel 2011 raccolte 12mila tonnellate di rifiuti elettronici

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Anche i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) si stanno lentamente trasformando in una risorsa. Sempre meno elettrodomestici, infatti, finiscono in discarica, destinati ad essere differenziati. Sono i dati forniti dal Consorzio Ecolight, che opera per la gestione dei rifiuti elettronici e ne ottimizza la raccolta. Si parla di una raccolta pari a 12mila tonnellate nel 2011 e di 4mila nel 2010, in circa 3mila negozi sparsi su tutta la penisola.

Nel 2010 l’Europa ha raggiunto i target per le fonti rinnovabili

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L’Europa ha raggiunto gli obiettivi energetici non vincolanti previsti per il 2010. Secondo i dati rilasciati dall’EWEA (European Wind Energy Association) il 21% dell’energia elettrica consumata nel 2010 nel vecchio continente è stata prodotta sfruttando fonti alternative alle fossili. L’associazione, sulla base di dati preliminari Eurostat, EurObserv’ER ed Eurelectric, ha quantificato la generazione da rinnovabili nel 2010 tra 665 e 673 TWh, a fronte di un consumo elettrico totale nell’anno tra i 3.115 e i 3.175 TWh.

Stop agli incentivi per il fotovoltaico sui terreni agricoli

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Stop alle tariffe incentivanti previste dal Conto Energia per gli impianti fotovoltaici installati a terra nelle aree agricole. È quanto previsto dall’art. 65 del Decreto “Cresci Italia”, entrato in vigore il 24 gennaio del 2012. Che siano impianti collocati nei terreni abbandonati da almeno cinque anni o che rispettino i vincoli di potenza installata (inferiore a 1 MW), di distanza di almeno 2 chilometri in caso di terreni appartenenti allo stesso proprietario e di destinazione dei terreni agricoli disponibili agli impianti non superiore al 10% degli stessi poco importa. D’ora in poi, i moduli che potranno godere della tariffa incentivante saranno solamente quelli installati sopra le serre, equiparate a edifici.

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