Pressing UE su Italia

Lettera UE

Porta data 22 ottobre 2014 “l’attesa” lettera della Commissione Europea che richiede all’Italia di motivare entro pochi giorni le ragioni del mancato raggiungimento del pareggio di bilancio (previsto inizialmente per il 2015 e ora traslato al 2017) e dell’allentamento dello sforzo sulla riduzione del debito pubblico. Non si tratterebbe probabilmente di una bocciatura, ma di un dialogo necessario per rassicurare le istituzioni europee sull’efficacia della legge di stabilità, indicando informazioni aggiuntive che chiariscano le ragioni e i presupposti degli scostamenti come si legge nel sito del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze). E sempre secondo il MEF entro il 24 ottobre 2014 il Governo risponderà alle richieste di chiarimento.

Ristrutturazioni? Sembra cadere ipotesi IVA al 4%

green building

Oltre ai dubbi in chiave Ue su una possibile riduzione al 4% dell’IVA sulle ristrutturazioni edilizie, l’ipotesi sembra tramontare alla luce del parere negativo espresso dalla Ragioneria Generale dello Stato circa le coperture. Queste avrebbero infatti “giocato” sul contestuale aumento dell’IVA sulle vendite delle nuove abitazioni prima casa vendute dai costruttori. Le associazioni di categoria dei costruttori hanno espresso preoccupazioni temendo nuove ripercussioni sul mercato immobiliare che, dopo anni di profonda crisi, nel I trim del 2014 secondo i dati Istat del 16/10/2014, ha registrato una prima timida ripartenza : +1,3% le convenzioni notarili per trasferimenti di proprietà (rispetto al I trim 2013). E dopo il parere negativo del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, questa mattina è atteso il parere del Ministero dell’Economia.

Confermata detrazione 65% risparmio energetico

casa con classi energetiche

Secondo il disegno di legge di Stabilità approvato il 15 ottobre 2014, nel 2015 saranno confermate le detrazioni per il risparmio energetico (65%). Si tratta di un segnale incoraggiante che offre sicurezza alle piccole imprese che operano nel settore delle energie rinnovabili e della riqualificazione energetica.  Si ricorda che la detrazione del 65% era stata innalzata a questa soglia a partire dal giugno del 2013 (in precedenza era pari al 55%). Confermata nel 2014, arriva così la proroga per l’anno 2005. Tra i principali interventi oggetto della detrazione del 65% Irpef e Ires per gli interventi per il risparmio energetico qualificato degli edifici (green economy) si ricordano:

Credito PMI: ancora molte difficoltà

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Continuano i problemi di accesso al credito per le piccole imprese italiane. L’allarme arriva da più fronti e dai più autorevoli organismi internazionali. Secondo il rapporto dell’OCSE Financing SMEs and Entrepreneurs 2014 le PMI italiane hanno sostenuto costi del credito particolarmente elevati con tassi di interesse più alti rispetto alle grandi imprese; si pensi che dal 2007 al 2012 la differenza tra il tasso di interesse per le PMI e le grandi imprese è praticamente triplicata in Italia passando da 0,64 punti base a 1,80 punti base. E anche la Banca Centrale Europea nel suo bollettino mensile di luglio ha ribadito come le PMI in Italia e in Spagna stiano scontando tassi di interessi molto più elevati rispetto ai competitor. Infatti i tassi di interesse a breve di taglia inferiore a 1 milione di euro, sono pari al 5% in Spagna e al 4,3% in Italia; si tratta di un costo del denaro nettamente superiore a quanto si riscontra in Germania (3,0%) e in Francia (2,3%). E l’Osservatorio sul Credito alla Piccola Impresa, giunto alla sua quarta edizione e realizzato da Fondazione Impresa, evidenzia come le difficoltà di accesso al credito per le piccole imprese con meno di 20 addetti siano in netto aumento: nel periodo ottobre 2013-marzo 2014 il 56,8% degli imprenditori hanno riscontrato difficoltà di acceso ai finanziamenti, un dato ancora più negativo rispetto a quanto si era registrato nell’anno precedente (51,4%). IV Osservatorio Credito FI

Disagio imprenditoriale: Sicilia e Umbria ai primi posti

Indice disagio 2014

La terza edizione dell’Indice di Disagio Imprenditoriale (ed. 2014) realizzato da Fondazione Impresa, conferma la Sicilia quale regione in cui gli imprenditori incontrano i maggiori disagi; e sul podio del disagio imprenditoriale salgono anche Umbria e Basilicata. Secondo questa classifica negativa, pubblicata in anteprima da Il Sole 24 Ore del 30 giugno 2014, sono le regioni del Mezzogiorno, in via generale, quelle in cui l’imprenditoria soffre di più anche se, la situazione è critica anche per l’Umbria (la regione del Centro è al 2° posto) mentre nel caso della Lombardia la performance è peggiore rispetto alle altre regioni del Nord d’Italia.  L’Abruzzo ritorna a “competere” con i “meno disagiati” e, così come la Toscana, migliora nettamente la sua posizione. In Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Piemonte gli imprenditori godono invece del un contesto più favorevole.

Procedura di infrazione sui debiti PA

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La Commissione Europea ha aperto la procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto della Direttiva sui Pagamenti. Come segnalato dal  vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani e dalle statistiche di Intrum Justitia, l’Italia è il peggior pagatore in Europa e un’impresa deve attendere in media 165 giorni per vedere saldata una fattura per un servizio prestato alla Pubblica Amministrazione. I ritardi dei pagamenti da parte delle Amministrazioni Pubbliche alle imprese sono troppo lontani da quanto previsto dalla Direttiva Europea che impone 30 giorni di tempo.Anche le piccole imprese stanno soffrendo per i tempi di pagamento e, come illustra un’indagine di Fondazione Impresa, le imprese operanti nei servizi con meno di 20 addetti attendono mediamente 130 giorni, troppi per chi deve “fare i conti” con una recessione non ancora pienamente superata e con la crisi di liquidità.

E la piccola impresa occupa 6 addetti su 10

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Nel giorno della mobilitazione delle piccole imprese indetta da Rete Imprese Italia (18 febbraio 2014) è tutta la microimpresa italiana ad essere al centro dell’attenzione; una realtà imprenditoriale che sta vivendo una situazione difficile, resa ancora più aspra da alcuni nodi irrisolti che ne possono mettere a rischio la stessa sopravvivenza. Le piccole imprese sono ad esempio sfavorite da una burocrazia opprimente, da un livello di tassazione molto elevato e da costi energetici nettamente superiori rispetto alla media europea. Eppure nonostante tutte queste difficoltà le piccole imprese fino a 20 addetti impiegano il 57,5% degli occupati dell’industria e dei servizi. Scarica lo studio Analisi occupazione

Trentino in cima all’Indice di Green Economy. Sul podio Umbria e Marche

Mappa Indice Green Economy 2013

Secondo l’Indice di Green Economy 2013 realizzato da Fondazione Impresa, Trentino Alto Adige, Umbria e Marche sono le regioni più green d’Italia. In particolare, il Trentino Alto Adige (1° classificato) svetta da solo in cima alla classifica, totalizzando un punteggio (1,004) che stacca di molto quello totalizzato dalla 2° classificata Umbria (0,280) e dalla 3° classificata Marche (0,209). In via generale, la classifica stilata da Fondazione Impresa e pubblicata in anteprima su Corriere Economia del 20 gennaio 2014, restituisce la fotografia di un’Italia nella quale le regioni meridionali ottengono piazzamenti prevalentemente peggiori rispetto a quelle del Centro-Nord. Fanno eccezione l’Abruzzo (8° che migliora di 5 posizioni rispetto al 2012), solo in parte la Sardegna (11°) e la Basilicata (12°) che si posizionano meglio della Lombardia (13°) e la Liguria (15°) che si ritrova ancora dietro la Calabria (14°).

Ammontare debiti PA: ancora ignote le cifre

Debiti PA

Il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese sta procedendo ma sulla mappatura sullo stock di debito accumulato sino al 31/12/2012 non esistono ancora valide indicazioni. In effetti, secondo quanto previsto dal decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 (convertito con modificazioni dalla L. 6 giugno 2013, n. 64), entro il 15 settembre del 2013 tutte le Amministrazioni Pubbliche dovevano comunicare l’elenco completo dei debiti certi,  liquidi  ed  esigibili,  maturati  alla  data  del  31/12/2012 nei confronti delle imprese. Tuttavia a più di due mesi dalla scadenza prevista, solo una quota parte delle Amministrazioni Pubbliche ha comunicato l’ammontare dei debiti al 2012; nella risposta ad una recente interrogazione parlamentare (21 novembre 2013) si legge che “con riferimento alla ricognizione al 31 dicembre 2012, alla data odierna risultano pervenute comunicazioni da parte di oltre 13.500 Amministrazioni (sulle circa 22.000 complessive), per un importo di circa 3,1 miliardi di debiti non ancora estinti”. Sugli importi finora comunicati c’è incertezza, specie poiché i dati sarebbero molto lontani da quanto emerso dall’indagine della Banca d’Italia che per il 2011 indica più di 90 miliardi di euro, così come da quanto stimato dall’Italia per le comunicazioni in ambito europeo (62 miliardi di euro per l’anno 2012, dati Eurostat).

La crisi morde ma le piccole imprese innovano

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Nonostante l’incertezza e il clima economico difficile che sta vivendo l’economia italiana, le piccole imprese manifatturiere (meno di 20 addetti) continuano ad innovare anche se con tassi inferiori rispetto agli anni precedenti. Secondo l’indagine sull’Innovazione di Fondazione Impresa, negli ultimi due anni (biennio 2012-2013) il 22,8% delle piccole imprese ha introdotto almeno un’innovazione, rispetto al 29,3% registrato nel biennio precedente (2010-2011), periodo che si era contraddistinto per una fase di lieve ripresa economica. La classifica dell’innovazione nella piccola impresa vede prevalere, anche se di poco, le realtà del Nord Italia: il 23,5% delle aziende nel Nord Ovest ha introdotto innovazioni, il 23,1% nel Nord Est mentre nel caso del resto d’Italia la propensione all’innovazione è stata leggermente inferiore (il 22,6% per il Centro Italia e il 22,0% per il Mezzogiorno)

Il credit crunch dal III Osservatorio sul credito di Fondazione Impresa

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Negli ultimi 6 mesi (aprile 2013-settembre 2013) meno di 4 piccole imprese su 10 (36,3%) hanno fatto richiesta di finanziamenti. Si tratta di un dato in netto calo rispetto a quanto verificatosi nelle indagini precedenti e che evidenzia come il credit crunch sia generato non solo da un inasprimento delle condizioni bancarie (aumento difficoltà di accesso al credito) ma anche dalla riduzione delle richieste di finanziamento da parte delle piccole imprese. Nell’ultima indagine di Fondazione Impresa, che fa riferimento a quanto intervenuto nel periodo aprile-settembre 2013, si evince come più della metà degli imprenditori che hanno chiesto un finanziamento (il 53,9%) abbia incontrato difficoltà: nel 34,6% dei casi le difficoltà sono state meno ardue (“alcune difficoltà”) mentre nel 12,3% dei casi le piccole imprese si sono ritrovate di fronte a “molte difficoltà” e nel 7,0% dei casi il credito è stato addirittura negato (“impossibile ottenerlo”).

IVA al 4% per le ristrutturazioni edilizie?

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Dopo le buone nuove sulla probabile conferma, per l’anno 2015, delle detrazioni per il risparmio energetico (65%) e delle altre detrazioni su ristrutturazioni edilizie, sul mobilio per la casa e sui grandi elettrodomestici (50%), arrivano fresche notizie sulla riduzione dell’IVA per gli interventi di ristrutturazione che beneficiano degli ecobonus: il decreto Sblocca Italia, che si sta discutendo in Parlamento, ridurrebbe l’IVA su queste ristrutturazioni dal 10% al 4%. Sul provvedimento rimangono tuttavia dei dubbi in chiave Ue dal momento che le norme europee prevedono che gli Stati membri possano adottare tipi di aliquota alternativi a quella ordinaria ma pari ad almeno il 5%.