Credit Crunch record in 3 anni

soldi in rotazione

Negli ultimi tre anni i finanziamenti alle piccole imprese in bonis (impieghi vivi) sono scesi di oltre 27 miliardi di euro passando da 174,6 mld di fine giugno del 2011 a 147,4 mld di euro di fine giugno 2014. Si tratta di una contrazione del credito alle piccole imprese progressiva e senza precedenti: l’intensità della diminuzione è stata molto accentuata in tutte le aree del Paese ma più netta nel Mezzogiorno dove gli impieghi vivi alle piccole imprese sono crollati del 17,7% in tre anni. Questi i risultati significati dell’Osservatorio di Fondazione Impresa. A livello regionale, l’andamento degli impieghi vivi negli ultimi 3 anni ha evidenziato diminuzioni molto più ampie in Molise (-27,9%) e Calabria (-20,9%). Tuttavia anche nelle principali regioni del Centro Italia la contrazione dei finanziamenti alle piccole imprese è stata significativa (Marche -20,7% e Umbria -18,0%). Si registrano, tra l’altro, variazioni particolarmente negative e più acute rispetto alla media nazionale (-15,6%) anche in Veneto (-17,0%) e in Emilia Romagna (-16,6%). V Osservatorio Credito FI

STRESS TEST – banche italiane solide

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Il sistema bancario italiano è solido. Con queste poche parole si possono riassumere i risultati della Comprehensive Assessment (valutazione approfondita) effettuata dalla Banca Centrale Europea (BCE) in collaborazione con le rispettive autorità nazionali di vigilanza. In estrema sintesi, sulla base delle informazioni disponibili a fine settembre 2014 – che dunque contemplano anche le misure adottate dalla banche italiane nel 2014 per rafforzare il capitale, (insieme ad altre misure straordinarie) emerge che: – solamente 2 banche italiane su 15 non passerebbero lo stress test per una carenza complessiva inferiore a 3 miliardi di euro; – di converso, le altre 13 banche, presenterebbero una eccedenza complessiva pari a 25,5 miliardi di euro.

Pressing UE su Italia

Lettera UE

Porta data 22 ottobre 2014 “l’attesa” lettera della Commissione Europea che richiede all’Italia di motivare entro pochi giorni le ragioni del mancato raggiungimento del pareggio di bilancio (previsto inizialmente per il 2015 e ora traslato al 2017) e dell’allentamento dello sforzo sulla riduzione del debito pubblico. Non si tratterebbe probabilmente di una bocciatura, ma di un dialogo necessario per rassicurare le istituzioni europee sull’efficacia della legge di stabilità, indicando informazioni aggiuntive che chiariscano le ragioni e i presupposti degli scostamenti come si legge nel sito del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze). E sempre secondo il MEF entro il 24 ottobre 2014 il Governo risponderà alle richieste di chiarimento.

Ristrutturazioni? Sembra cadere ipotesi IVA al 4%

green building

Oltre ai dubbi in chiave Ue su una possibile riduzione al 4% dell’IVA sulle ristrutturazioni edilizie, l’ipotesi sembra tramontare alla luce del parere negativo espresso dalla Ragioneria Generale dello Stato circa le coperture. Queste avrebbero infatti “giocato” sul contestuale aumento dell’IVA sulle vendite delle nuove abitazioni prima casa vendute dai costruttori. Le associazioni di categoria dei costruttori hanno espresso preoccupazioni temendo nuove ripercussioni sul mercato immobiliare che, dopo anni di profonda crisi, nel I trim del 2014 secondo i dati Istat del 16/10/2014, ha registrato una prima timida ripartenza : +1,3% le convenzioni notarili per trasferimenti di proprietà (rispetto al I trim 2013). E dopo il parere negativo del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, questa mattina è atteso il parere del Ministero dell’Economia.

Confermata detrazione 65% risparmio energetico

casa con classi energetiche

Secondo il disegno di legge di Stabilità approvato il 15 ottobre 2014, nel 2015 saranno confermate le detrazioni per il risparmio energetico (65%). Si tratta di un segnale incoraggiante che offre sicurezza alle piccole imprese che operano nel settore delle energie rinnovabili e della riqualificazione energetica.  Si ricorda che la detrazione del 65% era stata innalzata a questa soglia a partire dal giugno del 2013 (in precedenza era pari al 55%). Confermata nel 2014, arriva così la proroga per l’anno 2005. Tra i principali interventi oggetto della detrazione del 65% Irpef e Ires per gli interventi per il risparmio energetico qualificato degli edifici (green economy) si ricordano:

Disagio imprenditoriale: Sicilia e Umbria ai primi posti

Indice disagio 2014

La terza edizione dell’Indice di Disagio Imprenditoriale (ed. 2014) realizzato da Fondazione Impresa, conferma la Sicilia quale regione in cui gli imprenditori incontrano i maggiori disagi; e sul podio del disagio imprenditoriale salgono anche Umbria e Basilicata. Secondo questa classifica negativa, pubblicata in anteprima da Il Sole 24 Ore del 30 giugno 2014, sono le regioni del Mezzogiorno, in via generale, quelle in cui l’imprenditoria soffre di più anche se, la situazione è critica anche per l’Umbria (la regione del Centro è al 2° posto) mentre nel caso della Lombardia la performance è peggiore rispetto alle altre regioni del Nord d’Italia.  L’Abruzzo ritorna a “competere” con i “meno disagiati” e, così come la Toscana, migliora nettamente la sua posizione. In Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Piemonte gli imprenditori godono invece del un contesto più favorevole.

Procedura di infrazione sui debiti PA

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La Commissione Europea ha aperto la procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto della Direttiva sui Pagamenti. Come segnalato dal  vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani e dalle statistiche di Intrum Justitia, l’Italia è il peggior pagatore in Europa e un’impresa deve attendere in media 165 giorni per vedere saldata una fattura per un servizio prestato alla Pubblica Amministrazione. I ritardi dei pagamenti da parte delle Amministrazioni Pubbliche alle imprese sono troppo lontani da quanto previsto dalla Direttiva Europea che impone 30 giorni di tempo.Anche le piccole imprese stanno soffrendo per i tempi di pagamento e, come illustra un’indagine di Fondazione Impresa, le imprese operanti nei servizi con meno di 20 addetti attendono mediamente 130 giorni, troppi per chi deve “fare i conti” con una recessione non ancora pienamente superata e con la crisi di liquidità.

E la piccola impresa occupa 6 addetti su 10

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Nel giorno della mobilitazione delle piccole imprese indetta da Rete Imprese Italia (18 febbraio 2014) è tutta la microimpresa italiana ad essere al centro dell’attenzione; una realtà imprenditoriale che sta vivendo una situazione difficile, resa ancora più aspra da alcuni nodi irrisolti che ne possono mettere a rischio la stessa sopravvivenza. Le piccole imprese sono ad esempio sfavorite da una burocrazia opprimente, da un livello di tassazione molto elevato e da costi energetici nettamente superiori rispetto alla media europea. Eppure nonostante tutte queste difficoltà le piccole imprese fino a 20 addetti impiegano il 57,5% degli occupati dell’industria e dei servizi. Scarica lo studio Analisi occupazione

Trentino in cima all’Indice di Green Economy. Sul podio Umbria e Marche

Mappa Indice Green Economy 2013

Secondo l’Indice di Green Economy 2013 realizzato da Fondazione Impresa, Trentino Alto Adige, Umbria e Marche sono le regioni più green d’Italia. In particolare, il Trentino Alto Adige (1° classificato) svetta da solo in cima alla classifica, totalizzando un punteggio (1,004) che stacca di molto quello totalizzato dalla 2° classificata Umbria (0,280) e dalla 3° classificata Marche (0,209). In via generale, la classifica stilata da Fondazione Impresa e pubblicata in anteprima su Corriere Economia del 20 gennaio 2014, restituisce la fotografia di un’Italia nella quale le regioni meridionali ottengono piazzamenti prevalentemente peggiori rispetto a quelle del Centro-Nord. Fanno eccezione l’Abruzzo (8° che migliora di 5 posizioni rispetto al 2012), solo in parte la Sardegna (11°) e la Basilicata (12°) che si posizionano meglio della Lombardia (13°) e la Liguria (15°) che si ritrova ancora dietro la Calabria (14°).

Ammontare debiti PA: ancora ignote le cifre

Debiti PA

Il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese sta procedendo ma sulla mappatura sullo stock di debito accumulato sino al 31/12/2012 non esistono ancora valide indicazioni. In effetti, secondo quanto previsto dal decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 (convertito con modificazioni dalla L. 6 giugno 2013, n. 64), entro il 15 settembre del 2013 tutte le Amministrazioni Pubbliche dovevano comunicare l’elenco completo dei debiti certi,  liquidi  ed  esigibili,  maturati  alla  data  del  31/12/2012 nei confronti delle imprese. Tuttavia a più di due mesi dalla scadenza prevista, solo una quota parte delle Amministrazioni Pubbliche ha comunicato l’ammontare dei debiti al 2012; nella risposta ad una recente interrogazione parlamentare (21 novembre 2013) si legge che “con riferimento alla ricognizione al 31 dicembre 2012, alla data odierna risultano pervenute comunicazioni da parte di oltre 13.500 Amministrazioni (sulle circa 22.000 complessive), per un importo di circa 3,1 miliardi di debiti non ancora estinti”. Sugli importi finora comunicati c’è incertezza, specie poiché i dati sarebbero molto lontani da quanto emerso dall’indagine della Banca d’Italia che per il 2011 indica più di 90 miliardi di euro, così come da quanto stimato dall’Italia per le comunicazioni in ambito europeo (62 miliardi di euro per l’anno 2012, dati Eurostat).

IX Osservatorio Congiunturale Piccola Impresa

Statistiche

Nel primo semestre del 2014 le piccole imprese sono finalmente ripartite e, dopo una serie di trimestri di flessione, la produzione/domanda è tornata positiva. Nello specifico, nel I semestre del 2014 la produzione/domanda ha registrato un +0,2% rispetto al semestre precedente e il fatturato è risultato stabile. In termini occupazionali si è registrato ancora il segno meno (-0,1% la contrazione dell’occupazione rispetto al semestre precedente) ma la caduta sembra finalmente finita e, dopo le flessioni delle due indagini precedenti (-1,2% e -0,5%), le previsioni per la fine del 2014 sono timidamente positive (+0,2% gli occupati rispetto al I semestre del 2014). Questi i principali risultati emersi dall’ultima Congiuntura di Fondazione Impresa. IX OSSERVATORIO FONDAZIONE IMPRESA